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GNAM: Brandade d'orata



La domenica, come sempre, piove.
Per ingannare il pomeriggio sfoglio le "ricette immorali" di Pepe
Carvalho alla ricerca di qualche ispirazione pwr qualcosa di leggero e
dietetico (la cena del sabato sera era stata eccessiva).

Trovo una fugace ispirazione nella Brandade d'orata (a memoria, la
solitudine del manager, ma non ci giurerei).
Come sempre, so gia' che tradiro' la ricetta per farne qualcosa di
completamente diverso.  Ve lo dico in anticipo cosi' poi non se la
prende nessuno.

Vado al supermercato e compro due orate (d'allevamento) per 9 etti
complessivi, una confezione di ricotta, una bottiglia di limoncello e
il pan carre'.
In casa ho gia' l'aglio, il limone, il dragoncello e il pepe rosa
essiccato.

Metto le orate nella pentola a pressione, sulla margherita, le
cospargo di bacche di pepe rosa essicate e le faccio cuocere al vapore
per 15 minuti.  Nel frattempo leggo a Nichita la ricetta mentre
Cristina tenta di fargli mangiare lo yogurt GMFdS.

Le orate sono cotte.  Cristina ha l'ingrato compito di separare la
carne dalle spine mentre io faccio la doccia a Nichita.

A separazione avvenuta, metto nell'omogeneizzatore la carne delle
orate con uno spicchio di aglio, qualche bacca del pepe rosa con cui
avevo fatto cuocere il pesce, due pizzichi di dragoncello, due-tre
cucchiai d'olio e il succo di un limone.

Faccio andare l'omogeneizzatore finche' non viene una crema densa e
spessa, tipo tarama', per intenderci.  Se la crema fosse troppo densa
Se l'omogeneizzatore non riuscisse a prendere tutto il pesce si puo'
aggiungere qualche cucchiaiata dell'acqua di cottura per diluire un
po' il composto.

A questo punto verso in una scodella e ci amalgamo con il cucchiaio di
legno un cento grammi di ricotta.

Metto in frigo e servo accompagnando la crema con fette di pan carre'
tostate da imburrare.

P.S.: un ingrediente non l'ho usato.  Chi lo indovina?