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*GNAM*: DOLCI TOSCANI DI CARNEVALE



Dopo la ricetta della schiacciata alla fiorentina ecco altri dolci da
preparare in questo periodo.

BERLINGOZZO

E' un doce molto antico, circa del 1400, ed è diffuso in tutta l'area
toscana, anche se il più famoso è quello di Lamporecchio che vede l'aggiunta
all'impasto di 1 cucchiaino di semi d'anice pestati.
Il nome deriva da Berlingaccio che è sia il giovedì grasso che una maschera
che veniva usata a carnevale e che deriva dal tedesco bretling (tavola).

400 g farina
2 uova + 2 rossi
200 g zucchero
100 g burro
1 bustina lievito
limone
pizzico di sale

Si sbattono le uova con lo zucchero (usate la frusta o meglio lo sbattitore
che devono montare molto bene), unire il burro fuso (io lo fondo a
bagnomaria), il lievito, la buccia grattata del limone (se non ce l'ho uso
l'arancio) la farina e il sale.
La pasta deve essere morbida e liscia, se necessario si può aggiungere un
po' di latte.
Dategli la forma di un filone di pane e infornare per mezz'ora o 40 minuti a
forno medio.

CENCI

Sono il dolce più tipico di carnevale che sono conosciuti anche come frappe,
chiacchiere di monaca o orecchie di amman a livorno.
Sembra siano stati introdotti dalla comunità ebraica piuttosto numerosa a
Livorno (che tra l'altro è la città da cui proviene Toaff).
La differenza tra le orecchie di Amman (già postate da me il mese scorso)e
questa ricetta è minima.

300 g farina
50 g zucchero
2 uova
30 g burro
1 bicchierino rum
scorza d'arancio (c'è chi usa quella di limone)
sale un pizzico
olio per friggere
zucchero vanigliato.

Impastare la farina con le uova, lo zucchero, il liquore, la scorza
d'arancio e il sale. Lavorare finchè la pasta non è bella liscia poi
passatela nella macchinetta per la pasta e fateci delle sfoglie fini e
tagliatela a strisce della lunghezza di una quindicina di cm. Pizzicatela
nel mezzo in modo che venga la forma di un papillon, solo questi sono i veri
cenci, le altre forme non son tosche :-)
Si friggono pochi per volta e si lasciano sgocciolare su della carta da
cucina, poi si mettono su un bel vassoio e si cospargono di zucchero
vanigliato.

Qualche casalinga malaccorta usa mettere del lievito ai cenci, ma voi non
fatelo. Quelli non son cenci!!! Questi dolci gonfiano benissimo senza
lievito e sono buonissimi così.

FRITTELLE DI SAN GIUSEPPE

S. Giuseppe è il 19 marzo, in pieno carnevale se non erro. Comunque sia qua
si cominciano a mangiare a febbraio.
L'unica mia raccomandazione è di non usare il riso parboiled pena di buttar
via tutto.
Io il riso lo preparo il giorno prima perchè viene più buono.
La ricetta prevede una dose abbondante di riso perchè noi ne mangiamo in
gran quantità di solito.....

200 g riso originario
3/4 di litro di latte intero e 1/2 bicchiere d'acqua (oppure usate latte
semimagro e non ci mettete l'acqua)
4-5 cucchiai zucchero
un pizzico sale
30 g burro
vaniglina
scorza di 1 limone
10 cucchiai farina
2 rossi d'uovo
1/2 busta lievito
pinoli
uvetta
1 bicchierino di rum marsala o brandy o vin santo

Cuocere il riso nel latte con la scorza di limone (o latte + acqua) finchè
il liquido non sarà quasi assorbito, togliere dal fuoco e far raffreddare,
meglio 1 notte intera.
Unire 10 cucchiai di farina, 2 rossi d'uovo, 1 cucchiaino di scorza di
limone (o d'arancio), 1 bicchierino di liquore, lievito, pinoli e/o uvetta.
Incorporare le chiare battute a neve e iniziare a friggere.
Si cospargono con lo zucchero, un tempo era lo zucchero normale, ormai si
trovano spolverate solo di zucchero a velo.

Nota: da circa 2 anni ho sostituito metà della farina con la fecola, vengono
decisamente più leggere. La quantità di farina va decisa in base alla
densità dell'impasto, a volte ce ne vuole meno.

Buon appetito!

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Ciao da Benedetta:-)

Mi rifiuto di adorare un Dio che mi ha creato imperfetto solo per potermi un
giorno punire.
                                  Anonimo