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Re: GNAM: i *miei* cappelletti



On Mon, 23 Apr 2001 17:33:37 GMT, T'Ryla di T'Sad <t-ryla@libero.it>
wrote:
> ho fatto cosi' il ripieno:)
>300 g di parmigiano reggiano

yesss

>100 g di formaggio morbido-campagnolo

Yupppiiiiiiii  !!!!! evvai, grande T'Ryla e' proprio isso ! Quello della
Galbani. In famiglia lo usiamo da decenni (vedi sotto).

>1 uovo
>noce moscata
Idem, pure io li faccio cosi'.  Ricordavo un mio vecchio post a
proposito dei cappelletti, l'ho cercato ed eccolo qua... trovato !
datato 12/11/99 in risposta ad un thread, che ti conferma in toto :
[...]
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Come da tradizione, tramandata da almeno 4 generazioni,
nella bassa Val Padana, (nello specifico nel comprensorio lughese)
il ripieno del cappelletto è composto da Formaggio Campagnolo, un 
formaggio morbido la cui consistenza è simile al  Filadelfia, poi
naturalmente Parmigiano  Reggiano, noce moscata e uova.

Nel ravennate invece si miscelano una piccola parte di
casatella e squacquerone, formaggi freschi, molto acquosi,
da consumarsi freschi, lo squacquerone in particolare ha
infatti tempi di conservazione molto limitati.   Poi si aggiungono
il parmigiano reggiano e le uova. La noce moscata in questa
zona non è molto apprezzata, o conosciuta.
I veri*caplèt*romagnoli sono cosi', solo formaggi e basta. 
Se aggiungi carni  arrostite miste, diventano *tortellini*.

Un tempo, il formaggio che si usava per i cappelletti,
nelle campagne, era prodotto in casa dalle famiglie contadine
che poi vendevano insieme ad altri prodotti della loro terra.
Era un formaggio compatto ed asciutto, che si consumava fresco
nei cappelletti, o si faceva stagionare in seguito, in formaggelle. 
Se i ricordi di nonna non mentono, raccontano come dal siero
del primo latte, trasformato in formaggio, si potesse poi ricavare
 ancora la ricotta.

A questi formaggi, che ora nessuno piu' produce o quasi, si
è cercato di sostituirne di similari, e ti posso garantire che
quando il mio papa' mi costruiva aquiloni con la colla ricavata
da farina e aceto, si trovava già nei negozi il formaggio
campagnolo,  eccome !  (non garantisco fosse prodotto dalla
Galbani come ora, questo no) perche' ahimè, da quei giorni sono
trascorsi piu' di quattro decadi  :-((
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>Claudia mi sono spiegata bene?:)

....cipicchia ! Sei perfetta.   Sara' che sono nata a un tiro di fucile
da te... e quindi le tue tradizioni sono anche le mie, e le stesse
radici, che ci accomunano un po'. :-)

Ma lo sai o no, che posso godere ancora del ricordo stupendo di un
bucato nel fiume ? L'ho chiaro in mente fin nei minimi particolari:
l'acqua chiara che scorre fra i sassi, le lenzuola di canapa grezza a
risciacquare, io a cavalcioni sullo scanno di legno che capovolto,
faceva le veci della mia barca ideale.
Quei fiori gialli, le margherite, che quarant'anni dopo avrei cucinato,
e che ancora nella mia testa non si chiamavano Topinambur ...

Il caro vecchio fiume Santerno.... che e' inutile e scontatissimo dire,
ormai  ridotto al ruolo di una mesta, fetida e limacciosa cloaca a cielo
aperto....:-(((

abbraccio, Claudia