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Re: Cercasi ricetta Xeadas (o Xebadas?)




"ROBERTA BROTTO" <csbrot@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:8btmgd$p6d$1@nslave1.tin.it...
>
> Nazgul <barontini@tiscalinet.it> wrote in message
> 8bt597$ol7$1@lacerta.tiscalinet.it...
> >
> > Max505 ha scritto nel messaggio <8ap3kl$hv6$1@nslave1.tin.it>...
> > >Vorrei fare questo tipico dolce sardo in casa......
> > >
> > >    Quale formaggio reperibile facilmente in Lombardia lo puo'
> sostituire?
> > >
> > >Grazie
> > >Max505
> > >
> > Puoi usare tranquillamentei Dolce Sardo, equivalente suppongo al
Belpaese.
> > Daniele
> > >
> >
> Ecco la ricetta originale delle sabasas:
> (Cut)

Ho trovato molto interessante la tua ricetta, ma come in tutte le cose credo
che una unica ricetta originale e *vera* non esista. Personalmente ne
conosco diverse varianti con formaggio vaccino e con formaggio pecorino
sempre e comunque rigorosamente freschi e fatti inacidire a temperatura
ambiente dai cinque ai sette giorni. Una variante interessante la ho
assagiata ad Arborea dalle zie di mia moglie che facevano il formaggio con
il surplus del latte delle vacche in allatamento, latte che per norma non
poteva essere venduto al consorzio. La tua ricetta somiglia in un modo
impressionante alla variante in uso ad Oliena, ma credo sia impossibile
stabilire con esattezza il paese di origine di questa ricetta.
Ad ogni buon conto ho trovato molto curiosa ed interessante
l'interpretazione di Itala Testa che risolve pure la questione linguistica
fra "sebada" e "seada" fornendo due interpretazioni  culinarie per ciascun
termine. Spero in questo modo di dare soddisfazione anche all'amico Nazgul
che di tanto in tanto incontro su I.C.D.

Sebadas  (Nuoro)

1 Kg. di formaggio pecorino fresco
(4-5 giorni di stagionatura); la buccia grattugiata
di due grosse arance; mezzo Kg. di semola fina;
3 uova intere; qualche cucchiaiata di strutto
fresco; olio d'oliva per friggere;
1 pizzico di sale sciolto in una cucchiaiata
d'acqua; miele: mezzo Kg.


Impastare la semola con le uova, il sale sciolto in poca acqua tiepida e
lavorarla a lungo prima di aggiungere lo strutto, che va fatto assorbire
dall'impasto a piccole dosi e in quantitą sufficiente a renderlo morbido e
malleabile. Ottenuta la consistenza voluta, tirare la pasta in sfoglie
sottili e da queste ritagliare dei dischi del diametro di dieci centimetri.
Grattugiare il formaggio e la buccia d'arancia e miscelare bene i due
elementi. Distribuire due cucchiaiate della miscela ottenuta al centro di
metą dei dischi di pasta preparati, sovrapporci l'altra metą dei dischi,
saldandone bene la circonferenza. Quest'ultima operazione viene notevolmente
facilitata se si umetta lievemente con un dito immerso di volta in volta in
poca chiara d'uovo, il bordo della sfoglia di base della "sebada".
Riempire di olio d'oliva una larga padella da fritti  e friggerci a calore
medio, due sebadas  alla volta, badando di non farle colorire.
Bastano pochissimi minuti infatti perche' la sebada si gonfi e sulla sua
superficie appaiono le prime bollicine. E' gia' tempo di estrarle dal
grasso.
Si dispongono allora  su un piatto di portata si irrorano di miele
liquefatto  al calore e si servono subito.

Seadas  (Ozieri)


1 Kg. di formaggio pecorino fresco;
2 cucchiai rasi di zucchero;
1 mazzo di prezzemolo; 250 gr. di uva sultanina;
2-3 uova intere e un tuorlo; 6 etti di semolato
di grano duro; 200-250 gr. di strutto;
1 pizzico di sale; 1 bicchiere colmo di acqua
tiepida; miele; olio per friggere pił qualche
cucchiaiata di strutto.



Grattugiare il formaggio e miscelarlo con le uova, il prezzemolo tritato
finissimo, l'uva sultanina nettata e precedentemente ammollata e lo
zucchero. Preparare con la farina, l'acqua, il sale e lo strutto una morbida
pasta frolla.Tenderla in sfoglie sottili e ritagliarne dei dischi del
diametro di quindici centimetri, in numero pari. Farcire ogni disco con due
cucchiaiate di impasto, ricoprire questo con un altro disco che va saldato a
quello sottostante premendo fra pollice e indice le due circonferenze
sovrapposte, a formare un orlo ondulato. Friggere le seadas in abbondante
olio miscelato con qualche cucchiaiata di strutto e appena estratte dal
grasso cospargerle di miele sciolto a  bagnomaria.

L'aspetto del quale mi interessa maggiormente discutere e la preparazione
del ripieno che nella tua ricetta subisce un processo di cottura mentre in
queste varianti no.
Con la speranza di non avervi annoiato un saluto a tutto l'Ng da

Umbo.

P.S.
Questo e' il mio primo messaggio al Ng.