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CHAPATI [Re: La prima cosa tornati da SanMarino]



On Sat, 27 May 2000 19:19:06 +0200, Giovanni Albertone
<g_albertone@NOSPAM_MA_SENZA_NOSPAMhotmail.com> wrote:

>di cottura in vetroceramica e forno elettrico la mezz'ora la trovo.
>Sempre meglio che passare i sabati in ufficio :-)

Nca cierto che e' fattibbbile !  Poi credo anche tu sia uno che non si
ferma davanti a nulla :-)

Compra della farina integrale macinata fina, non quella fasulla che in
sostanza e' farina bianca alla quale hanno mischiato del cruschello.
Se il tuo orient-pusher ha anche cose di stile indiano, la farina di
questo tipo la chiamano "Atta".

Mettine  4 etti in una ciotola di plastica, aggiungi un cucchiaino di
sale e dell'acqua tiepida poca per volta. Non fare la fontana al
centro come si fa per la pasta ma mischiala in modo disordinato con le
mani, sempre aggiungendo poca acqua alla volta; quando tutta la farina
e' inumidita cominci a lavorarla a palla proprio come si fa per la
pasta all'uovo. Nota che non deve essere ne' secca secca a morte ne'
troppo molliccio-umidiccia. magari la prima volta non ti regolerai al
meglio ma ci farai presto la mano; lavorala parecchio, una decina di
minuti finche' la senti ben elastica ( e' anche un buon esercizio..)
poi coprila e lasciala riposare un'oretta.

ce l'hai una bella padella di ferro ? Tutto sommato va bene anche una
antiaderente se non hai il TAVA' indiano che altro non e' che un disco
di ferro leggermente concavo; ti serve un piccolo mattarello corto, di
quelli lunghi circa 35~40 cm.  Il loro diametro e' grosso modo 4 cm 
(ma ce ne sono anche del doppio) e si assottiglia alle estremita' in
modo da formare due  "manubri" piu' comodi da maneggiare.

Con 4 etti ci fai dagli 8 ai 10 chapati; stacca una pallocchia di
pasta del diametro di circa 4 cm e rotolala bene tra le palme delle
mani, schiacciando bene all'inizio ma alleggerendo la pressione
progressivamente fino ad avere una pallotta tonda. Questo lavorio
serve a dare una ulteriore lavorata alla pasta prima di stenderla.

[Tienti un po' di farina sul tavolo]  Schiaccia la pallina con le mani
e fai un disco, infarinalo da entrambi i lati ed appoggialo sul
tavolo.
Col mattarellino comincia a stenderlo muovendolo continuamente in modo
da fare un disco abbastanza preciso. Un trucco consiste nel lavorarlo
bordo bordo lungo la corona circolare piu' che passando per il centro.

Puoi infarinare di quando in quando per facilitare lo scorrimento.
In India i principianti in questa nobile arte non riescono a fare un
bel disco tondo tondo e si suol dire che hanno fatto una carta
geografica :-)))  Il chapati e' abbastanza sottile ed ha un diametro
di 18~ 20 cm.

Avrai naturalmente gia' messo la padella a secco sul fuoco allegro e
detta padella sara' bella calda. Con gesto deciso e senza timidezze
prendi un chapati con la mano sinistra e passatelo un paio di volte da
una mano all'altra per togliere l'eccesso di infarinatura poi dalla
palma destra aperta con gesto sempre deciso lo slappi sulla padella.
Se sei incerto non ti si pone bello piatto ma fara' mille grinze e
pieghe. Il prossimo andra' meglio ;-)))) La stessa cosa quando si gira
l'omelette col colpo di polso, se non sei deciso ti finisce mezza
fuori :-)))))))  Riprendiamo...l'hai deposta bene ed e' bella
spianata...osservala bene e vedrai che cambia colore e sembra scurire
leggermente; ci mette meno di un minuto; con una spatolina e sempre
com gesto deciso la sollevi e la rivolti. Aspetti piu' o meno lostesso
tempo, meno di un minuto e la giri di nuovo. Noterai tanti puntolini
marroncini di farina abbrustolita. 

Tieni a portata di mano un canovaccio ( meglio un tovagliolo vecchio)
piegato piu' volte a fare un malloppetto. Appena hai voltato la
seconda volta premi rapidamente sulla corona circolare imprimendo
anche un movimento al chapati attorno al proprio asse. Se va tutto
bene dovrebbe cominciare a gonfiare; questa parte si svolge piuttosto
rapidamente con pressioni e "torsioni" continue man mano che va
gonfiandosi. Si tratta di 15~20 secondi in tutto. Se si e' gonfiato
tutto o in parte e' pronto, toglilo dalla padella e sei pronto per
cuocere il secondo.

Ai tempi del ristorante ero molto veloce ed assai spesso li facevo io
stesso molto meglio dei miei dipendenti indiani; lavoravo in fondo al
tavolo che era accanto ad un fornello e contemporaneamente stendevo il
disco di pasta mentre un chapati era in cottura; non avevo tempi morti
:-))

Bene, questa descrizione e' maledettamente lunga a cavillosa ma se
traduci tutto in azioni vedrai che sono assai piu' semplici di codesta
catilinaria. Mi saprai dire.
  
--
Gianmaria Fontana di Sacculmino