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La mia torta simil Barozzi!



Senza nessuna pretesa di *originalita'*, ovvio. A me, pro', piace... e
pure parecchio!
Se poi dovesse piacere pure a qualcun altro...


Torta "simil" Barozzi
200 gr di zucchero
40 gr di mandorle (di cui 15 gr amare). Per me, che amo i gusti
decisi, 40 gr di mandorle tutte AMARE.
120 gr di burro
45 gr di maizena
20 gr di caffe' in polvere
250 gr di cioccolato fondente
3 Uova
ancora burro e farina, per lo stampo

Ridurre le mandorle farina, dopo averle pelate e appena appena tostate
al forno. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e lasciarlo
intiepidire.
Lavorare il burro - tenuto a temperatura ambiente - con una frusta
assieme allo zucchero finche' diventa schiumoso e aggiungere il
cioccolato tiepido.
Lavorare ancora e aggiungere le uova, la maizena, il caffè in polvere
(preso cosi' com'e' dal sacchetto!) e la farina di mandorle.
Foderare di carta di alluminio uno stampo rettangolare a bordi bassi
e imburrarla, versarvi l'impasto e infornare a 175° per 30-40 mminuti
circa.

La vera difficolta' e' proprio questa: la cottura. Come al solito,
quindi, il tempo e i gradi sono puramente indicativi. 
L'aspetto finale della superficie, comunque - come, sicuramente meglio
di me, vi direbbe un modenese - e' quello di un velo appoggiato con
"leggeresssa" su un'anima morbida e piu' scura. Per questo la cottura
bassa e prolungata: l'interno deve essere tenero e "asssiutto" (ma non
troppo) allo stesso tempo. Per "beccarla" valgono, ovviamente, gli
accorgimenti soliti - "ssstecchino", "ssspaghetto".. - che pero' non
bastano. In questo, piu' che in altri casi, e' necessaria infatti una
profonda confidenza col proprio forno!
Una volta cotta, va sfornata, lasciata intiepidire e foderata
interamente con della carta di alluminio fino al momento
dell'utilizzo. 
Si serve tagliata a quadrettini piccoli... anzi, no... a
"pesssettini"!

Av'salud