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Stasera: pasta con le sarde.



Incredibile ma vero: avvistato un mazzetto sui banchi dell'Ipercoop
stamane.
Preso al volo: era poco ma tant'e' non si puo' avere tutto dalla
vita.

Il primo passo e' la solita, irrinunciabile rottura di palle:
diliscamento delle sarde. Vabbuo': sono solo tre etti si puo' fare.
Padella, olio, scalogno. Poi ci butto dentro le barbe del finocchio:
sbagliato. Eggia': l'esperienza fatta stasera mi ha convinto che,
prima, e' meglio tritarle. Non si aggomitolano, come hanno fatto con
me e il sapore si diffonde meglio. Vabbuo', sorvoliamo pure su
questo. Poi le sarde: pulite e aperte a libretto. Un leggero
soffritto e sfumatura con vino bianco. Poi un pugnetto di pinoli e
uno di uvetta ammollata. Un paio di cucchiai di concentrato mutti
sciolti in un po' di acqua, un pizzico di zafferano e pochi minuti
(saranno stati setto o otto) sul fuoco.
Al momento di tirare la pasta m'e' venuto uno sfizio: ho
grattugianto del pane secco (un cucchiaio) e l'ho tritato assieme a
un pugnetto di mandorle (tre di queste, manco a dirlo, erano amare).
Ci ho cosparso la pasta manco fosse parmigiano... BBBONO!!!

Siculi, ditemi: sbagliai? Se si'... INDOVE?!
(Non mi rispondete *nelle mandorle* che quelle NON le levo.
Piuttosto, passo sui pinoli)