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Tempesta su Bombay



Già mi piace leggere di per sé, ma in questi giorni di riposo forzato
sto "macinando" di tutto... per fortuna ho la biblioteca comunale,
fornitissima, a 100 m. "Tempesta su Bombay" (L.Forbes) è un thriller
ambientato in India e dentro ci ho trovato due ricette. Una mi ricorda
il metodo di Gianmaria di cuocere il cavolfiore; l'altra..bhé..se
Gianmaria ne sapesse qualcosa mi piacerebbe che me la spiegasse, perché
il libro ne dà solo una traccia. Dunque:

##"..scelse dal cesto un cavolfiore bianco avorio. Scaldò l'olio di
senape in padella e separò le infiorescenze del cavolfiore...poi
aggiunse all'olio caldo un cucchiaino di semi di senape di un color
grigio scuro e chiuse la padella con un coperchio prima che iniziassero
a scoppiettare. Avevano l'odore del pop-corn, l'odore della cucina del
Sud..Prese una testa d'aglio, un pizzico di zenzero fresco pelato e li
pestò in un grezzo mortaio di pietra con del sale grosso, poi versò
l'impasto così ottenuto nella padella assieme al cavolfioree a un pò
d'acqua. Infine coprì nuovamente il recipiente...All'ultimo momento
gettò dentro una manciata di cocco fresco che si trovava in una ciotola
di metallo coìperta da un panno di mussolina...."
##
- E'..ora di fare il "khichuri"...ho le cipolle, lo zenzero, e le uova
per la frittura e persino del riso speciale "atap"..
- khichuri? Ah!intende dire il kedgeree!!
..- No, quella è la versione inglese imbastardita. Il nostro è un piatto
raffinato in cui le sfumature dei profumi sono infinitamente più tenui..

ciao :)

        Stefi