[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

salmerini



Lunedì sera. Ore 22.
I due salmerini di sorgente brillano di riflessi colorati. Io, in zimarra
scura e cappello a cono, tramo nell'ombra.
La pirofila è colma d'olio, la tensione è altissima. pochi cubetti di
pomodoro scivolano in silenzio nella lucida distesa liquida, increspandone
la superficie e inabissandovisi come tanti piccoli titanic rossi.
Ampi fendenti di mannaia riducono cipolla e peperoncino a brandelli, che
vanno anche loro a navigare nello scrigno di liquido oro.
Aglio intero, profumato, e basilico e rosmarino e alloro e maggiorana e timo
tutti appena colti.
Volgo lo sguardo verso i salmerini, che indietreggiano terrorizzati. Ma io
non ho pietà: dopo una breve lotta, eccoli sfilettati e spellati e spruzzati
di sale, pronti a raggiungere anch'essi la compagnia verduresca nell'abisso
della pirofila.
Tamburi lontani. Il fuoco arde basso, e l'olio borbotta piano piano. Cuoce e
cuoce e cuoce, senza friggere mai. Quando le carni rosee iniziano a
manifestare segni di tenerezza indicibile spengo il fuoco, e lascio
raffreddare.

Oggi, ore 13.

Apro il frigorifero, e ne traggo i filetti di salmerino, scolo ben bene e
servo in tavola. Voci sommesse attorno a me tessono lodi, usignoli
anticipano il previsto canto antelucano, e tutto l'universo d'intorno
innalza un inno alla suprema immensità dell'Infinito.

Paolo S/ che non sa bene cosa c'era nell'insalata di funghi.