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Re: Amatriciana




"Upupa" >
> E comunque io non so fare l'amatriciana, quindi...

Toh, allora... da mandare a memoria!!! Direttamente dalla Bibbia di IHC, a
firma del desaparecido Pietro Stramba Badiale...

Chuiedendo come al solito venia agli eccellentissimi maestri Gatti &
Stefanelli, mi permetto umilmente di suggerire la seguente postilla al
volume III (minestre asciutte) tomo II (preparazioni etniche), capitolo XII
(Lazio) della loro monumentale opera:

1) i "bucatini alla matriciana" non esistono. ANATEMA a chi osa evocare
siffatta fantasmatica entita'

2) esistono, questi si', gli "spaghetti all'amatriciana", derivazione al
pomodoro della "gricia", piatto tipico dei pastori abruzzesi e dell'alto
Lazio

3) a Roma viene chiamata "spaghetti all'amatriciana" una preparazione spesso
buona, talvolta ottima, che con la vera amatriciana non ha nulla a che
vedere

4) resta impregiudicato, per gli spaghetti all'amatriciana come per
qualsivoglia altra preparazione, l'inalienabile diritto di ognuno di
apportare tutte le variazioni immaginabili. Ma, per favore, non chiamateli
piu' spaghetti all'amatriciana.

Fatto questo lungo, forse tedioso ma indispensabile preambolo, vengo alla
ricetta, cosi' come praticata nei due templi principali di
Amatrice, il ristorante dell'albergo Roma e la trattoria "Da Santino al
lago", nonch=E9 codificata nelle pubblicazioni del Comune di Amatrice (su=
cui cartello all'ingresso del paese si legge, sotto il nome della citta', la
scritta "la citta' degli spaghetti - 995 metri slm".

Le dosi si intendono per 4 persone di robusto appetito.


PREPARAZIONE
In una padella di ferro appena unta d'olio si soffrigge il guanciale
tagliato a listerelle insieme a un pezzetto di peperoncino. Quando il
grasso e' diventato trasparente si aggiunge il vino bianco e si lascia
evaporare. Il guanciale va ritirato dal fuoco quando e' diventato
croccante. Si scola e si tiene da parte su un piatto al caldo (altrimenti si
indurisce). Il peperoncino si butta.
Nella stessa padella si mettono a cuocere brevemente i pomodori spellati e
senza semi. Dopo qualche minuto si aggiunge una manciata di pecorino
grattugiato e si lascia addensare. Nel frattempo si saranno messi a cuocere
gli spaghetti. Quando gli spaghetti sono quasi pronti, si versa il guanciale
nel sugo di pomodoro. Scolati gli spaghetti, si mettono in una zuppiera, gli
si versa sopra il sugo, si macina un po' di pepe nero e si unisce abbondante
pecorino grattugiato. Mescolare e servire subito.

Buon appetito!

Pietro

PS. di Teresa: alla prossima ti interrogo... SIA CHIARO!!! :-)))