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(mezzo) GNAM: seppie imbottite al...



Beh, si', non piu' di mezzo GNAM, perche' come invenzione la ricetta
che segue mi sa che e' stata inventata gia' qualche migliaio di volte.
Pero' e' azzardata (almeno secondo le Tavole dei comandamenti ribadite
non piu' tardi di ieri da queste parti) quel tanto che basta per
spingermi, in un impeto di audacia, a espormi alle skukkiAHIAte che
non mancheranno. Ma che importa? A noi e' piaciuta, e molto. E tanto
basta.

Ordunque, tutto nasce da un ghiribizzo di fronte a certe seppioline
dall'aspetto tentatore. Detto, fatto: ho preso un mezzo chilo delle
suddette e, una volta pulite, ho staccato tutti i ciuffi, che sono
finiti nel frullatore insieme ad abbondante mollica di pane ammollata
nel vino bianco (Germogli bianco biologico di Camposampiero) e poi
strizzata, due spicchi d'aglio, una manciatina di capperi dissalati,
un bel pizzico d'origano e... ebbene si', un etto abbondante di
caciocavallo a cubetti.

Frullato il tutto, ho riempito le seppie, le ho chiuse con uno
stecchino e le ho adagiate in una pirofila precedentemente addobbata
con un mezzo dito di emulsione di vino bianco e buon olio (biologico
pure quello, per inciso), una spolverata di pangrattato, una grattata
di pepe e via in forno a 180 gradi per una mezz'ora bagnandole di
tanto in tanto col loro sughetto. Il tutto ce lo siamo spazzolato in
due in un tempo disgustosamente breve.

Essendo avanzato del ripieno, ne ho fatto delle palline, le ho passate
nel pangrattato e le ho messe a loro volta in forno, per una ventina
di minuti, senza condimenti, rigirandole dopo dieci minuti. Ottime,
croccanti fuori e morbide dentro, tutto sommato parenti (piu'
delicate) dei brunyols de bacalla' che si mangiano in Catalunya.

Eresia? Puo' darsi. Ma e' tanto bbona...

Pietro