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[GNAM] Pinza bolognese
- Subject: [GNAM] Pinza bolognese
- From: PMF <fabbri@spbo.unibo.it>
- Date: Thu, 02 Mar 2000 15:42:41 +0100
- Newsgroups: it.hobby.cucina
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- Xref: pern.dea.icai.upco.es it.hobby.cucina:7975
Di seguito i due post, mio e di Ma~, relativi al dolce in oggetto
La PINZA e' un dolce che trovate in molte versioni (comprese le pinze
che dolci non sono, bensi' salate) in varie parti
d'italia.
Qui di seguito vi segnalo la ricetta bolognese, come derivante dalla
nonna paterna. C'e' un particolare che vedrete avra'
bisogno di ulteriori info, che si spera siano fornite da Ma~
DOSE per 2 pinze
Farina 00 500 gr Marmellata dura (mostarda o cotognata)
Zucchero 200 gr circa 6 cucchiai
Burro 100 gr pinoli 1 cucchiaio
uova 2 uvetta 1 cucchiaio
lievito chimico 1 bust. rusco* 172 cucchiaino scarso
Mescolare il tutto a mano. Come gia' dissi, questi impasti
conosistenti mal si adattano al mixer. Il lievito per ultimo, lo metto
mescolato con due cucchiaini di zucchero o farina.
Quando l'impasto e' omogeneo, dovrebbe stare "insieme" e non
attaccarsi al tagliere, salvo la necessita' di un lievissimo
velo di farina sul piano.
Nel frattempo con gli ingredienti della parte destra, preparate il
"pieno". Si tratta di fare sciogliere in un fondo di vino
rosso, il "rusco", che altro non e' che una miscela di spezie
macinate, assieme all'uvetta passa che assorbira' il poco vino.
poi rovesciateci i pinoli e la marmellata soda. Io ci miscelo un
cucchiaio di marmellata di arance che sta al posto di eventuali
canditi.
Prendete ora l'impasto, dividetelo in due parti, e stendete ogni
parte con il mattarello, per ottenre una sorta di sfoglia alta
quasi un dito, vagamente ovale/rettangolare. Su questa sfoglia
stendete a velo il ripieno dolce preparato, e poi la ripegate
in 3-4 parti, a partire dal lato corto del rettangolo.
Ripetete l'operazione anche con la seconda parte del composto. Le
forme che ottenete sono dei panetti oblunghi di
dimensioni simili alla ciambella, i quali si allargheranno e alzeranno
in cottura. Se vi aggrada, bagnate con il latte la
superficie e spolverizzatevi lo succhero semolato.
Infornate i due pezzi stendendoli su un unico piano, con temperatura
del forno un poco sopra i 180 gradi, per 45 minuti.
Il problema fondamentale sta nolla giusta consistenza della pasta, che
in cottura potrebbe cedere, e perdere di lato la
marmellata: per ovviare, io uso lo sporco trucco di tenere da parte un
poco di impasto, e appoggiarne due tratti lunghi sui
fianchi, per "rinforzarli" mentre l'impasto lievita.
Quando e' cotto, sfornate, e tagliate fette lunghe, da pucciare nel
vinsanto, o nel caffelatte epr gli astemi.
Il dolce, anche per la presenza delle spezie, e' conservabile epr
molti giorni, assumendo profumi semrpe piu' buoni.
NOTE * sul "rusco". Purtroppo non ne conosco la composizione: l'odore
rivela la presenza di cannella e chiodi di garofano,
sicuramente. Io lo compero gia' fatto a 10 gr la volta. Credo che Ma~
sia in grado di prepararlo. Se quindi potesse postare
la sua ricetta, se ne potrebbe fare una pagina per le faq di IHC.
buon appetito
Paolo
[di seguito Ma~ abbocca allinvito e provvede a fornire la sua versione]
Volentieri. Anche la mia e' ricetta di nonna paterna.... Questo e' il
dolce che nella mia famiglia da alcune generazioni si fa
per Natale e la sua preparazione e' uno dei ricordi piu' belli legati
alla mia infanzia, quando fare la pinza, o meglio, le pinze,
nel bolognese era il rito che precedeva il Natale ed era gia' di per
se' una festa. Sull'originalita' della composizione del
rusco non potrei garantire, ma questo e' cio' che si tramanda:
Si comincia qualche giorno prima, con la preparazione del ripieno, che
deve riposare almeno tre giorni prima di essere
utilizzato. Questa che descrivero' e' la dose per sei pinze, ma io di
solito ne faccio almeno una dozzina, perche' la pinza e'
bello anche regalarla, per Natale, e poi si conserva bene per molti
giorni.
Ingredienti per il ripieno:
1/2 kg di mostarda di cotogne (io trovo molto adatta quella in vasetto
di Alfredo Cavazza che, almeno a Bologna, e' di facile
reperibilita') 1 hg di pinoli
400 gr. di uvetta
50 gr. scarsi di cioccolato in polvere dolce misto a cacao amaro cedro
candito finemente tritato, quantita' a piacere
vino bianco dolce (la quantita' e' variabile, leggere in seguito)
"rusco", a piacere (miscela finemente tritata di cannella
-poca-, chiodi di garofano -pochissimi- e anicini per la maggior
parte. Puo' darsi che qualcuno usasse anche un niente di
noce moscata, ma io non l'ho mai fatto).
Dopo avere ben lavato l'uvetta sotto l'acqua corrente, metterla in un
recipiente capace (senza farla "rinvenire", poiche'
questo avverra' nei giorni
di riposo del ripieno) insieme a tutti gli altri ingredienti citati. La
quantita'
di vino dovra' essere tale da rendere l'impasto mescolabile, mantenendo
pero' una consistenza molto pastosa, per cui io ne
aggiungo poco per volta e mi regolo di conseguenza. Mescolare
energicamente con un cucchiaio di legno (la nonna usava
quello grosso della polenta). Lasciare riposare il ripieno per alcuni
giorni in un luogo fresco, ricordandosi ogni tanto di
mescolare e, se il caso, aggiungere un altro po' di vino di tanto in
tanto. Il profumo del ripieno che si spande per la casa e'
il segno che la festa e' vicina. Io da bambina andavo a "pescare" i
pinoli dal pentolone (una tentazione irresistibile....), se
ritenete che possa succedere altrettanto vi consiglio di mettercene
qualcuno in piu'... come faccio io!!
E poi viene il giorno della preparazione delle pinze. Ormai mancano
pochi giorni al Natale.
Ingredienti per la pasta:
1 kg di farina 00 di grano tenero
4 uova
4 hg di zucchero semolato
150 gr. burro (in tempi relativamente recenti meta' del burro venne
sostituito con margarina)
3 bustine di lievito chimico per dolci
una presa di sale
la scorza grattugiata di un limone
un po' di latte.
Disporre la farina unita allo zucchero, alla presa di sale, al lievito,
alla scorza di limone, a fontana sul tagliere. Nel centro
sgusciare le 4 uova, aggiungere il burro (ammorbidito prima a parte con
una forchetta) e impastare velocemente,
aggiungendo quanto latte occorrera'. (La consistenza sara' quella della
pasta frolla delle crostate).
Dividere l'impasto in 6 parti, ognuna delle quali verra' spianata col
mattarello in forma rettangolare e dello spessore di circa
un dito. Spalmare di ripieno la superficie di ogni forma spianata e
ripiegare in tre parti chiudendo a depliant, per intenderci,
con le pagine sovrapposte, poi ripiegare leggermente su se stessi i due
lati piu' corti, premendo un po' , per evitare che
fuoriesca il ripieno. Sistemare le pinze (che cuocendo cresceranno),
ben distanziate fra loro, su placche da forno rivestite
di carta-forno, spennellarle
delicatamente con albume sbattuto e cospargerle di granella di
zucchero. Infornare a forno gia' a temperatura di circa 180
gradi per circa 30-40 minuti (ovviamente, dipende dal forno).
Naturalmente io le inforno a piu' riprese. Inutile ricordare che
la perfetta cottura e' condizione necessaria alla buona riuscita: le
pinze dovranno essere dorate ma non troppo colorite e
la pasta dovra' asciugarsi ma non eccessivamente seccarsi. Una volta
sfornate si lasciano raffreddare e si conservano,
avvolte
in un telo di cotone in un cassetto ben chiuso, in luogo fresco e
asciutto, anche per 15 giorni. La pinza si serve tagliata a
fette dello spessore di circa due dita.
Buona festa.
Ma~