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Gnam: La Zuppa Istriana (naturalmente lungo)



Premetto che il mio primo approccio con questa ricetta, e' risultato un
"tantino" cruento e mi ha creato non poche perplessita'.  
Non e' da trascurare, e quasi quasi la consiglio come indispensabile:
_disponibilita' mentale_, in generosa dose, e stomaco e fegato non
meno tenaci. :-))  

Ma se si supera lo scoglio dei pregiudizi che puo' suscitare, a ragione
peraltro, alla fine si potra' pure apprezzare questa "mescolanza
selvaggia" di ingredienti. :).     Come dire, che alla fine e' migliore
di quello che puo' sembrare, e a me francamente non e' dispiaciuta.

In sintesi, questa zuppa invernale, costituiva il pasto comune dei
vecchi pescatori istriani, che accompagnavano con acciughe salate e
cipolle.   Si condivideva passando di mano ai presenti, intingendo e
bevendo da un unico recipiente : "la bucaletta" di coccio, appoggiati al
fondo di vetro delle batane, facendo posto all'amico, fra fiocine e
lampare. 

<<Il primo giro di bucaleta, no se' mai pericoloso. Lo diventa dal
secondo in poi e fino a che se'ne'. >>  E con questo indicavano
con orgoglio, le vistose macchie rosso scuro,  sugli indumenti.

Occorre allora, per questa miscela pirotecnica,  mezzo litro di vino
rosso, che dovrebbe essere preferibilmente un taglio di rosso di tipo
Borgogna e Merlot insieme.  Si versa nella bucaletta di coccio, e si
aggiungono due generose spruzzate di olio di oliva, come per condire
un'abbondante insalata,  infine,  un cucchiaino di pepe e 2 cucchiai
abbondanti di zucchero.  

Si mesce bene bene il tutto, e si aggiungono per finire, due generose
fette di pane abbrustolito, inzuppando bene e disponendo dentro la
bucaletta tanti cucchiai quanti sono i commensali, e si fa girare,
passando di mano in mano ....

... <<e cosi' se magna e se beve tutti i compari insieme, e se canta..
come un coro d'alpin.     Cosi' forse te scordi le notti piu' lunghe
dell'inverno, e le ginocchia che te fan mal, schiacciate dal  peso e dal
fondo duro della batana, e le dita gonfie di freddo come grosse
luganighe, e l'argento della spigola che non vibra alla luce della
lampara.       E ti vien da chiederti perche' siam li', come tanti mona,
in quel posto in c..lo al mondo,  perche' anche gli oci te fan mal...
con quel c#sso de lampara e la sua luce troppo forte, che forse ti trovi
a star ben, solo ammiccando a una luce piu' bella , e favorendo l'ultimo
sorso de'vin....tutto alla luna >>  :')

Claudia/