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Re: galletti



On Wed, 8 May 2002 00:14:05 +0200, "Sara Favaretto"
<sara.favaretto@libero.it> wrote:

>Ciao a tutti!!!
>Così, per sfizio ho comprato due galletti...

Ti riposto una ricettina di Benedetta, stavolta non mando
semplicemente affanguggul perche' secondo me sta ricetta merita un
repost. L'ho preparata lunedi' sera per una cena tutta a base di
nepitella (a proposito, grazie a Benedetta per tutte le ricette con la
nepitella postate, ho fatto un figurone !). Quest'erba secondo me e'
necessaria ed insostituibile per la perfetta riuscita del piatto. Per
il resto ho usato un gallo ruspante, proveniente da un'amica di
vignola, e come funghi ho usato dei prataioli. Il soffritto l'ho fatto
con olio toscano buono e, per errore, con sedano-carota-cipolla invece
che con solo cipolla. Non ho usato brodo e come vino ho usato del
ciro' bianco che avevo sottomano.

*I FUNGHI COL GALLO*

Si narra che l'inventore della ricetta fosse un frate francescano
della Riforma del convento di Belvedere, vicino a Cetona, il quale
amava molto i funghi che raccoglieva in abbondanza nei boschi attorno
al convento. Un giorno di fine settembre stava appunto pulendo i
funghi quando viene chiamato dalla campana per pregare. Quando rientra
in cucina trova però i funghi sparsi per ogni dove ed anche
sbocconcellati da un galletto che si era intrufolato tra i tegami. Non
essendo dotato di grande pazienza tira dietro al povero galletto i
tenaglioni per fare le ostie e l'accoppa all'istante. Ma la carità
cristiana gli impone di servirsi del cadavere per farne qualcosa ed
allora divise il baldo galletto in piccoli pezzi che poi infarinò e
mise a soffriggere sopra uno strato di cipolla stufata con del buon
olio della Val di Chiana. Quando la carne cominciò a rosolarsi il
frate buttò giù un bel bicchiere di vin bianco ed appena questo fu
evaporato aggiunse un po' di brodo di gallina, preparato la sera
avanti da una gallina affogata in una pentola d'acqua. Dopo una
mezz'oretta quando si cominciava a sentire un odorino che avrebbe
risvegliato i morti il frate aggiunge un po' di nepitella e un altro
po' di vino. Ancora un quarto d'ora di cottura e poi prende i suoi
cari e adorati fuinghi e li taglia a fettine sottili, con quelle copre
il pollo e aggiunge un po' di brodo.
Sembra, ma non è certo, che a fine cottura il frate abbia aggiunto
pure una certa grappa d'uva portata da un suo collega di ritorno da un
pellegrinaggio in Francia e nota come cognac.

JoE